I corsi e l’aggiornamento continuo dei dipendenti possono rappresentare un pesante e continuo esborso economico per l’azienda. Data l’importanza strategica che la formazione ricopre nel rendere competitive le imprese, molte istituzioni ed enti hanno istituito fondi di finanziamento della formazione professionale.

CLM Consulting è in grado di accompagnare le aziende nella richiesta dei fondi necessari per il finanziamento dei propri progetti formativi.

I Fondi Interprofessionale

Un Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale finanzia la Formazione Continua dei lavoratori e dei dirigenti delle aziende italiane.
Le imprese italiane, operanti in qualsiasi settore, aderendo gratuitamente al Fondo, hanno l’opportunità di utilizzare il versamento INPS 0,30% delle retribuzioni soggette all’obbligo contributivo per realizzare Piani Formativi a vantaggio dello sviluppo aziendale e delle risorse umane.
Lo 0,30% è un contributo mensile destinato specificamente alla formazione che ogni impresa versa obbligatoriamente all’Inps per tutti i lavoratori e soci lavoratori inquadrati come dipendenti. Anche i dirigenti inquadrati come dipendenti versano questo contributo.
Aderendo al fondo, le imprese autorizzano l’Inps a versare lo 0,30% direttamente al Fondo, che lo utilizza per finanziare la loro formazione continua.
Le imprese che non aderiscono ad alcun Fondo continuano comunque a versare il contributo all’Inps.
In seguito all’entrata in vigore della legge 92/2012 di riforma del mercato del lavoro, che ha istituito l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASPI), a partire dal 1 gennaio 2013 sono state ampliate le categorie di lavoratori per i quali, per intero o parzialmente, dovrà essere versato lo 0,30%.

Chi versa lo 0,30?

  • I lavoratori dipendenti del settore privato, indipendentemente dalla tipologia di contratto di lavoro subordinato, e i soci lavoratori di cooperativa, che abbiano stipulato con la stessa un contratto di lavoro subordinato ai sensi della legge n. 142/2001, versano già lo 0,30%.

Chi non versa lo 0,30?

  • I lavoratori con contratto di lavoro interinale (o in affitto) non versano lo 0,30% in quanto, come stabilito dalla legge n. 196/1997 (c.d. “Legge Treu”) e successivamente dalla legge n. 30/2003 (c.d. “Legge Biagi”), l’impresa è obbligata a versare un contributo pari al 4% della retribuzione lorda per finanziare percorsi di qualificazione e riqualificazione attraverso un Fondo bilaterale dedicato;
  • I dipendenti delle pubbliche amministrazioni ex co. 2, art. 1 D.Lgs. 165/2001 (amministrazioni dello Stato, regioni, province, comuni, ecc.);
  • I lavoratori retribuiti esclusivamente con partecipazione agli utili o al prodotto dell’azienda (n. 7, art. 40, R.D.L. 1827/1935);
  • I giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti all’Albo professionale – nonché i praticanti giornalisti – iscritti nell’apposito Registro – titolari di un rapporto di lavoro subordinato regolato dal contratto nazionale di lavoro giornalistico, o che comunque comporti prestazioni riservate alla professione giornalistica ai sensi della legge 3 febbraio 1963, n. 69;
  • I sacerdoti e i religiosi (art. 4 R.D. 2270/1924);
  • Gli armatori e proprietari-armatori imbarcati (art. 12 L. 413/1984);
  • I piloti dei porti e marittimi abilitati al pilotaggio, allievi dei cantieriscuola, ecc. (INPS, circ. 18/2009).